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Private Equity Connect 2026: Quido tra i partner

Il 15 luglio a Milano, oltre cento tra fondi e operatori del private equity su filiere, capitali pazienti e rapporto tra PMI e finanza.

Private Equity Connect 2026: Quido tra i partner

Quido è Partner della seconda edizione di Private Equity Connect 2026 — Filiere, Finanza, Futuro, l'evento che Forvis Mazars porta in Italia. L'appuntamento è il 15 luglio a Milano.

Una sala, oltre cento tra i principali fondi e operatori del private equity italiani ed europei. Il tema dell'edizione è il ruolo dei capitali pazienti nel sostegno alle filiere produttive, e il rapporto tra le PMI e la finanza che le accompagna nella crescita.

La serata si apre con il keynote del Prof. Alessandro Pozzi, dedicato alla geopolitica e al suo impatto sul private equity. Seguono due panel moderati da Andrea Cabrini, giornalista di Class CNBC. Allo stand Quido x Forvis Mazars, Quido presenta il proprio approccio tecnologico al private capital. A chiudere, un cocktail di networking.

Quest'anno Quido è presente come Partner: un'occasione per confrontarsi con gli operatori che ogni giorno lavorano su operazioni di private equity e M&A, il pubblico a cui la piattaforma si rivolge.

L'appuntamento è per il 15 luglio, alle 18:00, a Milano, in via Ceresio 7, negli spazi di Forvis Mazars. La partecipazione è su invito e i posti sono limitati.

Il programma della serata, nell'ordine

La struttura dell'appuntamento è pensata perché la parte di contenuto e quella di relazione non si disturbino a vicenda: prima si ascolta, poi si discute, infine ci si parla.

Keynote. Apre il Prof. Alessandro Pozzi, con un intervento dedicato alla geopolitica e al suo impatto sul private equity. È il registro giusto per aprire: un inquadramento che precede le questioni operative invece di seguirle.

Due panel. Seguono due tavole rotonde moderate da Andrea Cabrini, giornalista di Class CNBC.

Stand Quido x Forvis Mazars. Allo stand, Quido presenta il proprio approccio tecnologico al private capital. È lo spazio in cui le domande diventano concrete e il confronto passa dal generale al caso specifico di chi le pone.

Cocktail di networking. Chiude la serata la parte per cui, onestamente, molti partecipanti si spostano: le conversazioni che nascono in piedi, con un calice in mano, fra persone che hanno appena ascoltato le stesse cose. Avere un riferimento comune appena condiviso è ciò che distingue una conversazione utile da uno scambio di biglietti da visita.

Il tema dell'edizione: filiere, capitali pazienti, PMI

"Filiere, Finanza, Futuro" non è un titolo generico. Indica un perimetro preciso, e vale la pena leggerlo per quello che dice.

Il tema dell'edizione è il ruolo dei capitali pazienti nel sostegno alle filiere produttive, e il rapporto tra le PMI e la finanza che le accompagna nella crescita.

L'espressione "capitale paziente" descrive un capitale il cui orizzonte non è trimestrale: entra in una società per accompagnarne un percorso, non per attraversarlo. È una definizione che il private equity rivendica da sempre, e che in un contesto di filiere assume un significato ulteriore — perché il valore di un'impresa dentro una filiera non si legge solo nei suoi conti, ma anche nella posizione che occupa rispetto a chi le sta a monte e a valle.

La filiera è il secondo termine che orienta la discussione. Guardare a una società come nodo di una catena, e non come entità isolata, cambia le domande che un investitore si pone: chi sono i clienti e i fornitori rilevanti, quanto è concentrata la dipendenza, quali operazioni sono avvenute a monte e a valle, chi altro nel comparto ha già ricevuto capitali.

La PMI è il terzo. È il tessuto su cui il private capital italiano lavora, ed è anche il segmento su cui l'informazione è più difficile da mettere insieme — tema su cui torniamo più avanti, perché è il punto in cui l'attività di Quido incrocia quella dei presenti in sala.

Perché la geopolitica apre la serata

L'ordine degli interventi dice qualcosa. La serata si apre con un keynote dedicato alla geopolitica e al suo impatto sul private equity, e solo dopo si scende sui temi operativi.

È una scelta coerente con il tema dell'edizione. Le filiere produttive sono esattamente il livello a cui le decisioni geopolitiche si traducono in conseguenze industriali: dove si approvvigiona un'impresa, quanto è lunga e quanto è concentrata la sua catena di fornitura, quali comparti diventano strategici e quali si spostano. Sono variabili che nel giro di pochi anni hanno smesso di essere uno sfondo per diventare un elemento di valutazione.

Per un investitore la conseguenza è concreta: la stessa azienda, con gli stessi conti, può valere diversamente a seconda della posizione che occupa in una catena esposta o protetta. È una lettura che non si fa sui bilanci — si fa mettendo il bilancio dentro un contesto — ed è la ragione per cui aprire da lì, prima dei panel, ha senso.

Il relatore è il Prof. Alessandro Pozzi. I due panel che seguono sono moderati da Andrea Cabrini, giornalista di Class CNBC.

Perché Quido è presente come Partner

Quest'anno Quido è presente come Partner. La ragione è diretta: in sala c'è il pubblico a cui la piattaforma si rivolge, cioè gli operatori che ogni giorno lavorano su operazioni di private equity e M&A.

Per un'azienda che costruisce strumenti per un mestiere specifico, la distanza dagli utenti è il rischio principale. Un evento con questa composizione è uno dei pochi contesti in cui quella distanza si accorcia davvero: non attraverso un sondaggio, ma parlando con chi il lavoro lo fa, mentre lo commenta con i colleghi.

C'è anche una ragione più semplice. Le conversazioni migliori su uno strumento non partono dallo strumento: partono da un problema di lavoro. Uno stand collocato dentro una serata che parla di filiere e di PMI produce domande diverse — e migliori — di uno stand collocato dentro una fiera di tecnologia.

Che cosa Quido presenta allo stand

Allo stand Quido x Forvis Mazars, Quido presenta il proprio approccio tecnologico al private capital. In termini concreti, la piattaforma copre queste aree:

  • Ricerca multicriterio su milioni di aziende italiane, per settore, dimensione, geografia e segnali finanziari.
  • Scheda azienda con bilanci riclassificati, KPI, confronto con i peer, notizie e struttura societaria.
  • Agente AI che ragiona sui dati della piattaforma e restituisce analisi di settore, shortlist di target o memo di sintesi, con le fonti.
  • Deal flow condiviso, con stati personalizzati, filtri, assegnazione e follow-up.
  • Report automatici — one-pager, riclassificati e memo — nel formato dello studio.
  • Quido MCP, che porta gli stessi dati dentro gli assistenti AI compatibili in sola lettura, e l'app mobile per iOS e Android.

Chi volesse arrivare preparato può leggere in anticipo i due articoli dedicati a queste ultime due novità: Quido MCP e l'app mobile.

Il punto di contatto fra il tema della serata e il lavoro sui dati

C'è una ragione tecnica per cui una serata su filiere e PMI è il contesto giusto per parlare di dati, ed è la seguente.

Analizzare una filiera significa mettere in relazione società diverse. Non basta conoscere bene un'azienda: bisogna sapere chi le sta intorno, chi la controlla, quali operatori hanno già investito nel comparto, quali operazioni sono avvenute negli anni recenti e quali persone ricorrono nei ruoli rilevanti.

Su società quotate questo esercizio è faticoso ma lineare, perché l'informazione nasce già normalizzata. Su PMI non quotate è un altro mestiere. Il punto di partenza sono i bilanci depositati e le informazioni camerali: materiale pubblico, verificabile, ma prodotto per assolvere un obbligo, non per essere confrontato con quello di altre duecento società.

Da qui discendono i passaggi manuali che chiunque abbia fatto screening su PMI conosce: ricondurre le voci a uno schema comune, verificare che la classificazione formale corrisponda al settore reale, risalire le catene di controllo un livello alla volta, collegare le persone alle società in cui ricoprono cariche.

È il lavoro che Quido si propone di assorbire. La piattaforma riclassifica i bilanci, ricostruisce gli assetti proprietari, collega i profili delle persone alle operazioni a cui hanno preso parte e mantiene la scheda aggiornata, mantenendo ogni informazione tracciabile alla fonte. Ciò che resta all'analista è la parte che richiede giudizio: leggere la filiera, capire dove sta il valore, decidere.

Il rapporto fra PMI e finanza, che non è uno slogan

Il secondo asse del tema — il rapporto fra le PMI e la finanza che le accompagna nella crescita — descrive una relazione che nella pratica è più complicata di quanto suoni.

Dal lato dell'impresa, l'ingresso di un investitore istituzionale è raramente una decisione soltanto finanziaria. Riguarda la governance, il passaggio da una gestione familiare a una struttura con obblighi di rendicontazione, la definizione di un percorso e di un orizzonte. Sono cambiamenti che si negoziano prima dell'operazione e si vivono dopo.

Dal lato dell'investitore, la stessa relazione si presenta come un problema di conoscenza. Valutare un'impresa non quotata significa lavorare su un'informativa pensata per adempiere a un obbligo, non per convincere un mercato. Molto di ciò che conta — la qualità dei rapporti con i clienti, la solidità del management, la dipendenza da poche figure — non compare in nessun documento depositato, e va ricostruito.

Fra questi due lati stanno gli intermediari: advisor, commercialisti, banche, professionisti che conoscono l'impresa da anni. È il motivo per cui una parte consistente del deal flow italiano nasce da relazioni, e non da annunci.

Ed è anche il motivo per cui una serata come questa non è un accessorio del mestiere: è il contesto in cui quelle relazioni si mantengono.

Perché un evento a inviti ha una densità diversa

La partecipazione è su invito e i posti sono limitati. Non è una formula di cortesia: cambia la natura della serata.

In una sala aperta, gran parte delle conversazioni serve a capire con chi si sta parlando. In una sala selezionata quel passaggio è già risolto, e le conversazioni partono dal contenuto. È la differenza fra spiegare che cosa fa il proprio fondo e discutere di un comparto specifico con qualcuno che lo ha già guardato.

C'è anche un effetto sul tipo di domande che arrivano a chi presenta uno strumento. In un contesto generalista le domande riguardano il che cosa; in un contesto di operatori riguardano il come e il quanto — con quale profondità di dato, su quale perimetro, con quale tracciabilità, in quanto tempo. Sono le domande che rendono utile la presenza, perché sono quelle che orientano il lavoro.

Chi c'è in sala, e perché la composizione conta

Oltre cento tra i principali fondi e operatori del private equity italiani ed europei. La cifra dice poco da sola; la composizione dice molto.

Un evento che raduna operatori europei accanto a operatori italiani mette nella stessa sala due prospettive che di norma si incontrano solo dentro un'operazione: chi guarda il mercato italiano dall'interno, con la conoscenza granulare dei territori e delle filiere, e chi lo guarda come uno dei mercati di un portafoglio più ampio.

La seconda prospettiva porta la domanda che più spesso resta senza risposta rapida: come si arriva, su un mercato composto in prevalenza da imprese non quotate, a una fotografia comparabile a quella disponibile altrove. È la domanda da cui nasce buona parte dell'interesse per gli strumenti di analisi, e la ragione per cui uno stand collocato in questa sala riceve domande diverse da quelle che riceverebbe altrove.

Le domande che di solito arrivano allo stand

Un evento di questo tipo produce domande ricorrenti. Le risposte sono le stesse che si trovano sul sito, ed è utile anticiparle.

Da dove vengono i dati? Da fonti pubbliche italiane — Camera di Commercio e bilanci depositati — e da dati proprietari aggiornati in tempo reale. Ogni informazione resta tracciabile alla fonte.

I dati dello studio sono al sicuro? Infrastruttura europea, dati cifrati at rest e in transit, conformità GDPR. I dati dei clienti non vengono usati per addestrare i modelli.

Come si integra con quello che usiamo già? Con CRM, sistemi di dealflow e suite Office, con export in PDF, Word ed Excel e un'API REST per le integrazioni su misura.

Quanto costa? Il modello è un canone annuale fisso, con utenti illimitati in tutto lo studio e ricerche, analisi e report illimitati. MCP, mobile e API sono inclusi, come onboarding, formazione e supporto. Il prezzo viene definito sulla dimensione del team.

Quanto ci mettiamo a partire? In genere un team è operativo in meno di una settimana. Setup, formazione e supporto sono inclusi, e non richiedono un progetto interno dedicato.

Che cosa cambia, in concreto, quando l'analisi di filiera è veloce

Vale la pena tradurre il discorso in un esempio di lavoro, perché è il modo in cui la questione si presenta a chi la vive.

Un fondo guarda un'azienda manifatturiera di media dimensione. La domanda immediata riguarda i suoi conti, ma le domande che decidono l'operazione riguardano il contesto: quanti altri operatori con caratteristiche simili esistono nello stesso comparto, quale posizione occupa l'azienda rispetto a chi le sta a monte, quali società della filiera hanno già ricevuto capitali istituzionali, chi siede nei ruoli rilevanti e in quali altre società compare.

Senza strumenti, ognuna di queste domande apre un piccolo cantiere: liste da costruire, bilanci da recuperare e riclassificare, catene di controllo da risalire, cariche da incrociare. Il costo non è per singola risposta — è nel fatto che le risposte servono tutte insieme e in tempi brevi, perché un'operazione ha una finestra.

L'effetto pratico di comprimere questo lavoro non è soltanto risparmiare ore. È che alcune domande vengono poste: quelle che, quando costano mezza giornata ciascuna, si finisce per non fare. La differenza fra un'istruttoria completa e una sufficiente sta quasi sempre lì, e non nella qualità di chi la conduce.

Come si prepara bene una serata come questa

Un consiglio pratico, valido a prescindere da Quido, per chi partecipa a un evento con questa composizione di sala.

Il tempo utile è meno di quanto sembri. Fra keynote, panel e cocktail, le conversazioni realmente possibili sono poche decine di minuti, distribuite fra persone che si incontrano una volta l'anno. Chi arriva sapendo chi vuole incontrare e perché ne ricava molto di più di chi arriva per vedere che aria tira.

La preparazione che serve non è lunga: sapere chi sono le società e i fondi presenti nel proprio perimetro di interesse, che cosa hanno fatto di recente e quale domanda vale la pena porre. È esattamente il tipo di preparazione che si fa in mezz'ora se il materiale è già a disposizione, e che non si fa affatto se richiede di aprire cinque fonti diverse.

Vale anche il rovescio della medaglia: dopo l'evento, i nomi raccolti valgono solo se qualcuno li riprende in mano entro pochi giorni. È il momento in cui la distanza fra un buon evento e un evento inutile si decide, e non dipende dall'evento.

Che cosa questo articolo non è

Poche delimitazioni, per evitare letture eccessive.

Non è un invito: la partecipazione è su invito e i posti sono limitati. Questo articolo racconta la presenza di Quido all'evento, non ne distribuisce accessi.

Non è il programma ufficiale: gli elementi riportati — keynote, panel, stand, cocktail — sono quelli comunicati; l'organizzazione dell'evento è di Forvis Mazars.

Non è un annuncio di prodotto: le funzionalità citate sono quelle già disponibili ai clienti, e questo articolo non annuncia rilasci né novità in anteprima.

Non è una presa di posizione sui temi in discussione: capitali pazienti, filiere e rapporto fra PMI e finanza sono il tema dell'edizione, e questo articolo li inquadra senza attribuire a Quido tesi che verranno discusse dai relatori.

Le informazioni pratiche

L'appuntamento è per il 15 luglio, alle 18:00, a Milano, in via Ceresio 7, negli spazi di Forvis Mazars. La partecipazione è su invito e i posti sono limitati.

Domande frequenti

Quando e dove si tiene Private Equity Connect 2026?

Il 15 luglio, alle 18:00, a Milano, in via Ceresio 7, negli spazi di Forvis Mazars.

Chi organizza l'evento?

È l'evento che Forvis Mazars porta in Italia; questa è la seconda edizione.

Qual è il tema di questa edizione?

"Filiere, Finanza, Futuro": il ruolo dei capitali pazienti nel sostegno alle filiere produttive e il rapporto fra le PMI e la finanza che le accompagna nella crescita.

Chi partecipa?

Oltre cento tra i principali fondi e operatori del private equity italiani ed europei.

Come si accede?

La partecipazione è su invito e i posti sono limitati.

Qual è il ruolo di Quido nell'evento?

Quido è Partner della seconda edizione ed è presente con lo stand Quido x Forvis Mazars, dove presenta il proprio approccio tecnologico al private capital.

Che cosa presenta Quido allo stand?

Il proprio approccio tecnologico al private capital: ricerca multicriterio sulle aziende italiane, scheda azienda con bilanci riclassificati e confronto con i peer, agente AI, deal flow condiviso, report automatici nel formato dello studio, oltre a Quido MCP e all'app mobile.

Serve essere già cliente per fermarsi allo stand?

No. Lo stand è aperto ai partecipanti dell'evento; l'accesso alla piattaforma, invece, è riservato alle organizzazioni clienti.

Di che cosa si occupa Quido?

Quido automatizza analisi finanziarie per private equity, investment banking e advisory: ricerca sulle aziende, analisi, reportistica e dati aggiornati in un'unica piattaforma, con ogni informazione tracciabile alla fonte.

È la prima volta che Quido partecipa all'evento?

Questa è la seconda edizione di Private Equity Connect, e quest'anno Quido è presente come Partner.

Chi interviene?

La serata si apre con il keynote del Prof. Alessandro Pozzi, dedicato alla geopolitica e al suo impatto sul private equity, e prosegue con due panel moderati da Andrea Cabrini, giornalista di Class CNBC.

In sintesi

Quido è Partner della seconda edizione di Private Equity Connect 2026 — Filiere, Finanza, Futuro, l'evento che Forvis Mazars porta in Italia. L'appuntamento è il 15 luglio alle 18:00 a Milano, in via Ceresio 7, con keynote del Prof. Alessandro Pozzi, due panel moderati da Andrea Cabrini, lo stand Quido x Forvis Mazars e un cocktail di networking. La partecipazione è su invito e i posti sono limitati.

Per approfondire il prodotto prima dell'incontro: Quido MCP e l'app mobile per iOS e Android. Il contesto sull'azienda è nell'articolo sull'aumento di capitale da 1,6 milioni di euro, e le domande su fonti, sicurezza, prezzi e integrazioni hanno risposta nella pagina FAQ.

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